Maggioranza sull'orlo di una crisi di nervi? Nel Palazzo della Provincia di Alessandria l'altro giorno si è consumato l'ennesimo flop della giunta Filippi che per il rotto della cuffia – e la buona volontà dell'opposizione – ha evitato il patatrac politico, a pochi mesi dalle elezioni. E dire che Paolo Filippi è pronto a ricandidarsi, anche se già questa estate la sua maggioranza era andata letteralmente in vacanza. Il rimpasto di giunta, con dimissioni polemiche di Renzo Penna (imbarcata in corsa sul carrozzone l'esponente locale dell'Italia dei Valori) non era che l'antipasto. Dopo la votazione sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio dell'altro giorno si può parlare apertamente di crisi. O, per dirla alla maniera del PdL, di maggioranza che non esiste più. Il provvedimento è passato, ma con la defezione della Margherita e la permanenza in aula della minoranza che ha regalato il numero legale anziché fare uno sgambetto dalle conseguenze inenarrabili. Luca Rossi, capogruppo Forza Italia-PdL in Commissione Bilancio, ha sottolineato, nel suo intervento in Consiglio, il senso di responsabilità mostrato dall’intero centrodestra garantendo l’approvazione di un atto indispensabile, che una maggioranza ormai allo sbando non avrebbe potuto, da sola, varare.
Anche Ugo Cavallera, vecchio lupo di mare della politica regionale, spara a zero su Filippi & Co: “è ormai al capolinea”. Il gruppo di Forza Italia gongola: “Questo evento dimostra come un esecutivo già piuttosto sfilacciato oggi non esista più e non goda neppure più della fiducia della maggioranza che dovrebbe rappresentare”.
“I nostri consiglieri hanno scelto di rimanere lo stesso in aula e di votare contro gli equilibri di bilancio da noi non condivisi – ha affermato il consigliere di FI, Nicola Sirchia, per senso di responsabilità, per non rischiare il commissariamento della Provincia e soprattutto perché crediamo ancora di dover operare per il bene del nostro territorio, che merita senza dubbio di meglio rispetto a quanto compiuto dall’attuale Giunta”.
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